< sabato, 21 novembre 2009 >
Categoria:
Ogni ritorno è un restare più breve.
Rendo inoffensivo quel che lasci fare
aspettando che tutto torni com’è
domani sarà risposta a qualcosa di nuovo
dall’ombra che accompagna l’inverno a caso
senza città, senza data per qualche tempo
poi le mani più di tutto
l’amore a chiedere da ogni dolore
fa che sia altro questa nebbia
aspettando che tutto torni com’è
ripetila con me ancora a bassa voce
decidi ora che ci muove incontro
che non c’è parola che manca a questa storia.
< martedì, 17 novembre 2009 >
Categoria:
< lunedì, 16 novembre 2009 >
Categoria:
Certa che non mancherai di leggere anche questo, ti lascio due informazioni circa la tutela legale dei diritti d'autore:
Il diritto d'autore è la posizione giuridica soggettiva dell'autore di un'opera dell'ingegno a cui i diversi ordinamenti nazionali e varie convenzioni internazionali (quale la Convenzione di Berna) riconoscono la facoltà originaria esclusiva di diffusione e sfruttamento, ed in ogni caso il diritto ad essere indicato come tale anche quando abbia alienato le facoltà di sfruttamento economico (diritto morale d'autore).
In particolare, il diritto d'autore è una figura propria degli ordinamenti di civil law (tra i quali l'Italia), laddove in quelli di common law esiste l'istituto del copyright.
Il plagio si definisce come “appropriazione, TOTALE O PARZIALE, di lavoro altrui, letterario, artistico e simile, che si voglia spacciare per proprio” (Dizionario lo Zingarelli, Zanichelli 1999). Si tratta di una pratica disonesta che viola le norme etiche fondamentali del diritto d’Autore.
Gli artt. 1-5[1] della legge n. 633/1941 individuano le opere protette dal diritto d'autore. Nella tutela rientrano tutte le opere dell'ingegno aventi carattere creativo, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. L'art. 2 della legge fornisce un elenco (esemplificativo e non esaustivo) di opere protette
Il diritto nasce al momento della creazione dell'opera, che il codice civile italiano identifica[4] in una «particolare espressione del lavoro intellettuale». Quindi è dall'atto creativo che, incondizionatamente, il diritto si origina.
Il diritto morale mira a tutelare la personalità dell'autore, il suo onore e la sua reputazione con una corretta comunicazione agli altri delle sue opere.
Il diritto alla paternità dell'opera. (art. 20 L. 633/41 )
L'autore gode del diritto di rivendicare la paternità dell'opera, cioè di esserne pubblicamente indicato con nome/cognome e fonte da dove il testo è stato prelevato e riconosciuto come l'artefice.
L'usurpazione della paternità dell'opera costituisce plagio, contro il quale il vero autore può difendersi ottenendo per via giudiziale la distruzione dell'opera dell'usurpatore, oltre al risarcimento dei danni e di opporsi a qualsiasi modifica o ad ogni atto che possa pregiudicare il suo onore o la sua reputazione.
< sabato, 14 novembre 2009 >
Categoria:
Pur essendo consapevole della debolezza che rappresenta nella rete il concetto di proprietà intellettuale, ti invito a comportarti correttamente e a citare le fonti degli scritti che costantemente mi prelevi dal sito:
www.illusioniriflesse.splinder.com
Questo per rispetto verso te stessa e verso i tuoi lettori che avrò comunque premura di informare.
Monica Ferretti
Siti dove vengono pubblicati i miei testi, per esteso o rimaneggiati, senza che venga citata la fonte:
http://spazio.libero.it/parola.buia/
< venerdì, 13 novembre 2009 >
Categoria:
Non ti chiedo cosa resta
nella voce che persevera
non ti so dire più di questo bene
che il cielo ci ha destinato.
< giovedì, 05 novembre 2009 >
Categoria:
Sono spazi questi pensieri
due passi dall'adesso
l'altro che manca
quando ti guardo tornare.
< mercoledì, 04 novembre 2009 >
Categoria:
Ed i muri ogni volta
dove dirsi in corsivo
la grafia di un resta
da seguire con le dita.
< domenica, 01 novembre 2009 >
Categoria:

< sabato, 24 ottobre 2009 >
Categoria:
Il corpo avviene
nei silenzi della voce
la parola si dilata
dove fa nido l'attesa.
< giovedì, 22 ottobre 2009 >
Categoria:
www.chiudersidiaccanto.splinder.com
le macchine anonime è il pensiero del preliminare come unico atto che sfugge all'attribuzione. E' una ricerca sul linguaggio come infezione, sullo smascheramento dell'impostura narrativa, la dimostrazione che intratteniamo relazioni solo con la parte anonima di noi, quella che ancora non si illude di possedere un integrità. Concepisco l'anonimato come il sempre qui dell'imperfezione (ale)
l'attraversamento concepito come percorso, il percorso assorbito come contagio verso una crescita. Il fare del linguaggio in relazione con il corpo, tra processi cognitivi ed emotivi, sino all'oltre del principio dove si sviluppa l'esprimersi ed il percepire
Ricorro al corpo come linguaggio, una necessità illimitata protratta nel tempo, per cogliere la fisicità del dire compiendo un ritorno all'origine, dalla parola al gesto. La spontaneità del comportamento, la sfrenatezza del fare: muoversi per arrivare. Tento la messa a nudo lavorando sulla precarietà del "mostrato", un'autotestimonianza del privato dove il corpo predomina sempre.
Odio|amore:
il corpo vissuto come strumento e causa,
ne infierisco conservandone però le tracce. (mimi)
“…in ciascuna percezione il corpo è là: esso è il passato immediato in quanto affiora ancora nel presente che lo fugge. Questo significa che esso è, ad un tempo, punto di vista e punto di partenza:
un punto di vista o un punto di partenza che io sono e che insieme oltrepasso verso ciò che ho da essere” (J. P. Sartre)
(segue)...