< Guardo avanti
con GIRANDOLE negli occhi
e VERTIGINE tra i denti. >
Nome: *Trasparente *Mente Semplicemente.complessamente.difficilmente.IO.
________________'Sono di strada verso l'inferno
io, che non ho mai peccato così tanto poi
qui è sempre notte, non fa mai giorno
senza stelle il cielo è solo un tetto nero
fuori il mondo è soltanto un'idea
da qui non vedo che barche e maree
forse un tempo ho navigato, chi lo sa
non ricordo bene neanche se ero io
condannata a ridere.'___________[Nada Malanima]
La stanza in cui vivo
è un dado,
ma non ho abbastanza mani
per tirarlo lontano...
Precario [dis]equilibrio
Io sono l'ombra che ti assale con tutta l'inesplorata oscurità.
'Liberami dal male - Pietro Presti'
‘La fragilità dei corpi - Pietro Presti’
'Un posto nel mondo'
'Quaderno di Jacopo'
'Angeli da un'ala soltanto'
'L'ultimo Rave - Andrea Massaro'
'Facciamo un gioco'
'Hotel California'
'L'Alchimista'
'Cordelia'
'Le intermittenze della morte'
'Episodi incendiari assortiti'
'Morte malinconica di un bambino ostrica'
'Aquile e angeli'
'Powerbook'
'Il silenzio che viene alla fine'
'Ma le stelle quante sono'
'L'odore del tuo respiro'
'Il diario di Suzanne'
'Le parole che non fanno rumore'
Passerà questa notte,
scivolerà, come lacrime d'olio,
sulle tue guance che sono
bianche d'infanzia mancata,
pallide d'amore solitario...
Occhi per vederti i battiti del cuore
e orecchie per sentirti i pianti
mentre,
ancora, come a cinque anni
muovi silenziosa le ali
a cercare di fare magie.
Passerà questa notte,
danzerà sullo stomaco
con i tacchi a spillo
passi scomposti di un vecchio tango
e poi, denudandosi dai pesi ai piedi,
correrà su prati di erba fresca
dove sarà magia il sorriso
che si aprirà sulle tue labbra.
Passerà questa notte
che forgia come armi inutili il dolore
e lascerà tra le mani
al posto delle lame
la polvere di stelle che hai nell'animo.
E se a cinque anni facevi magie
ora sei tu la Magia.
.
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< [Ieri sera era amore - Alda Merini]>
Ieri sera era amore,
io e te nella vita
fuggitivi e fuggiaschi,
con un bacio e una bocca
come in un quadro astratto:
io e te innamorati,
stupendamente accanto.
Io ti ho gemmato e l'ho detto
ma questa mia emozione
si è spenta nelle parole.
.
< BellaNipoDiZiaMò >
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Tempo immobile di lancette spezzate
e quella nuvola di fumo che ti scappa la bocca
si appiccica alle verità che vorrei strapparti
ma consapevolmente mi ritrovo a camminare un esilio
come fosse mia l'impronta che direziona
di gesti morti nel nervosismo delle parole.
[Il tuo silenzio] solo un modo assente
di confermare la codardia di scostarsi.
[Le mie righe] poche parole di carta
per svuotare il dolore che forzo di sorrisi
e che lascia nell'attesa la condanna peggiore.
Non guarisce l'ingenuità del pensiero
descrivendo un "oltre" alle immagini
se poi si abbandona lo sguardo dentro i perchè
di domande che fermentano lo stomaco
_però potrei volermi come chi nulla ha da perdere
disegnando le nuvole sopra un cielo di cartapesta.
Nel peso di una notte che sbava
macchie scure lo scrutano come occhi
mentre dipinge pozzanghere sotto i piedi
[pioggia e mani gli frugano i capelli]
Il vento sbatte ostile contro i muri
spandendo dai davanzali il commiato dei fiori.
Spento da una sigaretta si appoggia all'asfalto
osservando lo scorrere di strade fitte di scelte
di desideri in fila indiana verso il massacro
per ogni gesto predisposto alla convivenza
appeso a lenzuola stese tra una casa e l'altra
[come arcobaleni dimenticati da cieli distratti]
corpi che si accalcano l'uno sull'altro
e tutti quei volti, quelle bocche,
quegli occhi ingoiati nel pensiero più forte.
_e la speranza
mandata ad aspettare dietro l'angolo.
[Un bacio a Nicola Tommasoli
da questa Verona sporca
quando si veste di rabbia,
da questa Verona che non ha colpe,
se non quella di tenere tra le braccia
persone i_n_c_a_p_a_c_i di cuore]
[Aspetto che tu lo dica : guardami presente.
Ma non si è mai abbastanza eroi, vero?]
Conto i passi del distacco
lo spazio tra qui e l'andarmene
mentre invento un alibi per restare
sotto l'arco troppo scuro del cielo
[io che] non riesco a fermarti
mentre di vuoto mi spolpi il cuore.
Mi manchi il petto. le labbra. gli occhi
ed il rumore di un sorriso che accarezza
mentre l'odore tra le pieghe dei pensieri
attende ancora l'amore.
Avrei voluto vedessi
quando c'è ancora da viver/ci
[io che] semplicemente non rinuncio
al sentirmi più grande del tuo silenzio.
_Ti dico. Non ho indifferenza da darti
ma la continuità di mantenere le promesse
_dovresti amarmi disperatamente
e dovrei farlo anche io
_buon compleanno.
Rimango a letto
in compagnia della tua voce
_mi entra rauca
diventando grandine e sabbia
acqua fredda e sangue.
T'inghiotto
come perla sulla lingua
movimenti di bianco e nero sui muri
_qui, adesso,
con la precisione di un per.sempre
lasciato al tempo.
Verso sera
[occupandomi lo spazio]
mi fai bere il tuo miracolo
scosse che eletrizzano l'aria
quell'odore addosso che mi prende
e diventa terra, luce, vita.
[A volte ritorni]
In una parola, un oggetto, nel suono del mare.
Ed ogni volta è un qualcosa che mi schianta,
attimi aggrappati al cornicione del cuore,
segno indelebile dove fa più male.
[A volte ritorni]
Non so dire. Ma brucio.
Quando capita che ti affacci alla mente
con una distanza a cui non so abituarmi
e ti riproponi dopo buchi d'assenza
riconoscendoti dentro me per tutto il tempo.
Mi vedo e non riesco a guardarmi.
Scomposta ricompongo le ossa
su ognuna scrivo una parola diversa
_ma lette assieme raccontano [ancora] di te.
[Vorrei essere un girasole,
voltare il cuore al sole
e non star seduta all'ombra
ad attendere un riflesso]
Anche stanotte li guardo passare. I treni.
Quando improvvisamente accendono il silenzio
cantando le storie che li accompagnano.
Anche stanotte li ascolto raccontare. I treni.
E mi abbraccia il loro sapere
del mio incrociare le gambe a bordo muro
del mio tornare indietro a spegnere la luce
di parole ripetute per gioco e subito dopo le risate
del mio piangere da un occhio solo. il destro.
A volte sento bussare alla porta
ma ora so che non sei tu che torni
nella miseria di questa stanza
_è solo il vento.
Ha gli occhi ancora chiusi, la primavera,
mentre i peschi sembrano braccia a bucare il terreno
impastando pioggia e fili d'erba ancora vergini.
Silenziosa attraverso la cucina e mi fermo a sorridere
al ventre di un tulipano, schiuso al cuore.
E brillo ricordando un giorno di sole
con i suoi petali danzanti tra le dita
e quel senso di protezione
che mi teneva stretta come bacio sulle labbra.
_Quel profumo prende il tempo
lo raduna stretto nei pensieri
[mani aperte come ali di gabbiano]
ora che anche gli alberi sanno
quanto può essere grande
un abbraccio.